Ghilarducci e Branconi realizzano LA canzone di Carnevale, un tuffo pieno nello spirito più puro della manifestazione, un vortice emotivo capace di scardinare la realtà e rovesciare il mondo attraverso una sinfonia che rapisce e non torna indietro. È un flusso ininterrotto quello che i due autori generano, grazie anche al sempreverde coro dei bambini.
Mi sembra tanto facile
un puzzle far coincidere
per quanto mi è impossibile
sorridere di più.
Su, lasciati coinvolgere,
son note fresche e libere
ma sono incatenato sempre più.
Desidero una maschera
per cancellar l'inutile
monotonia di vita fatti in là.
S'intrecciano le musiche,
le maschere fantastiche
mi dicono: “C'è posto anche per te!”
È Carnevale,
sapore della vita, è Carnevale.
Nel baccanale
ti liberi da ogni schiavitù.
È Carnevale,
che importa se la vita è una cambiale.
È naturale
che qui trionfi Amore e Gioventù.
E scoppio forte a ridere
perché mi sento libero
e scherzo, gioco e canto
ma la voce, dove l'ho?
Eppure dietro l'angolo
nel volo d'un coriandolo
ho ritrovato la felicità.
E ricomincio a credere
che il mondo con le maschere
potrebbe amar di più l'Umanità.
Non più supposte atomiche,
non più figure anemiche,
non più siringhe per l'eternità...
È Carnevale,
sapore della vita, è Carnevale.
Nel baccanale
ti liberi da ogni schiavitù.
È Carnevale,
che importa se la vita è una cambiale.
È naturale
che qui trionfi Amore e Gioventù. (X3)