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Canzoni - Tempi passati non tornan più (1923)

Interpreti

    ignoto

Arrangiamento

    ignoto

Partecipazioni

Benchè sia rimasta come "Ricordo di noce" e documentata con la data del 1923, in realtà questa anarchica miscela musicale ha due anni di composizione e due destinazioni: metà del testo infatti venne scritto su un aria appartenente al carro di due anni prima - "Le Nozze d'oro di Tonin di Burio" - mentre la parte restante è colonna sonora del carro "Tempi passanti non tornan più". Un'insieme di stornelli a strofa scollegati tra loro ma rimasti efficacemente nel costume di un certo "carnevale povero". Vari temi e ritmiche si alternano giocosamente e voci maschili e femminili dialogano fra loro con scherno e complicità. Non è assente un'allusione alle pratiche poco ortodosse delle squadracce fasciste, solite far bere olio di ricino o merluzzo e usare il bastone contro gli oppositori politici.

Tommaso Lucchesi
Copia negli appunti

Mi è stato detto che mi vuoi picchiare
un giorno avanti sappimelo dire,
un giorno avanti sappimelo dire
che io mi possa almeno preparare.

Dammi le picche, le fiori ce l'ho,
dammi il tuo cuore e primiera farò.
Dammi le picche, le fiori ce l'ho,
dammi il tuo cuore e primiera farò.

Sanguaccio marcio!
E l'hai bevuto l'olio di merluzzo,
e l'hai bevuto l'olio di merluzzo,
e con Beppin l'hai fatto il pataracchio.

Dammi le picche, le fiori ce l'ho,
dammi il tuo cuore e primiera farò.
Dammi le picche, le fiori ce l'ho,
dammi il tuo cuore e primiera farò.

Omi, omi, omi!
Oh che dolor di stomi,
oh che dolor di stomi,
quando mi passerà?
Ti passerà stasera al lume di candela,
ti passerà stasera, quando ti passerà.